DAL “REDDITOMETRO” ALL’ “EVASOMETRO”: CONTI CORRENTI NEL MIRINO

L’entrata in vigore del “Decreto dignità” (D. L. 12 Luglio 2018, n. 87) ha posto un freno all’utilizzo da parte dell’Agenzia delle Entrate del c.d. redditometro, lo strumento di accertamento sintetico che permette di ricostruire il reddito delle persone fisiche partendo dalle spese sostenute o da elementi certi, indicativi della capacità reddituale del contribuente. Dopo un confronto con l’ISTAT e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori, l’Amministrazione è giunta alla conclusione che la rideterminazione del reddito non può più prescindere da considerazioni sulla capacità di spesa e sulla propensione al risparmio dei contribuenti,

Le nuove regole troveranno applicazione dall’anno di imposta 2016, mentre per i periodi precedenti continuerà ad essere applicata la vecchia disciplina.

COS’E’ L’EVASOMETRO?  L’Agenzia delle Entrate, in attesa di un intervento normativo idoneo a garantire l’adeguamento dell’istituto ai nuovi requisiti,  sta sperimentando sulle persone fisiche l’”evasometro”, tecnicamente denominato GEODAS (Georeferenziazione dati statistici), strumento che consente di incrociare i movimenti bancari relativi ai conti dei contribuenti con i redditi dichiarati, ponendo in evidenza eventuali anomalie.

Trattasi di un algoritmo già utilizzato per il controllo del tax gap in ambito societario, che elabora le informazioni contenute nel database della Sogei, necessarie alla corretta ricostruzione delle posizioni finanziarie. I dati presi in considerazione non si riferiscono soltanto a conti correnti, carte di credito, conti deposito, buoni fruttiferi e libretti postali ma anche ad obbligazioni, titoli di stato, azioni, rapporti fiduciari, polizze assicurative, fondi pensione e fondi di gestione collettiva del risparmio.

CONTESTAZIONI In caso di irregolarità o movimenti di dubbia liceità, come, ad esempio, versamenti sopra i cinquemila euro privi di giustificativo o di difficile tracciabilità, la Guardia di Finanza si occuperà di avviare controlli più approfonditi, all’esito dei quali, in caso di riscontri positivi, sarà aperta una fase nel contraddittorio con i contribuenti, i quali avranno modo di fornire prova della regolarità del contestato. La dimostrazione della liceità delle operazioni sarà sensibilmente più complessa per le persone fisiche, in virtù dell’assenza di scritture contabili che permettono di mantenere traccia e memoria dei movimenti effettuati, anche a distanza di anni.

Avv. Stefano FRANCHI

con la collaborazione di
Francesca DE VINCENTIIS

 

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