LA BATTAGLIA LEGALE FRA L’INTER E DAVID BECKHAM

Nell’aprile 2019 l’FC Internazionale Milano, meglio nota come Inter, ha citato in giudizio la squadra Inter Miami fondata da David Beckham, per contestare l’uso non autorizzato della parola Inter.

Lo United States Patent and Trademark Office – organismo amministrativo che si occupa di marchi e brevetti depositati negli Stati Uniti – ha respinto uno dei due argomenti presentati dall’Inter Miami in difesa del proprio marchio, dando così parzialmente ragione all’Inter di Milano, le cui richieste potrebbero costringere la squadra di Beckham a cambiare nome.

LA REGISTRAZIONE DEL MARCHIO INTER Tutto ebbe inizio nel 2014 fa quando l’FC Internazionale Milano S.p.A. decise di registrare il proprio marchio negli Stati Uniti per difendersi in tema di copyright, sostenendo che tale parola fosse diventata di fatto un sinonimo del significato univoco per indicare il club nerazzurro di Milano.

Quattro anni più tardi, nel 2018, David Beckham ed altri 4 soci, acquisirono la  squadra di calcio californiana, depositando  la domanda di registrazione del marchio.

Nel successivo marzo 2019, la squadra di Miami presentò anche una opposizione alla richiesta fatta nel 2014 dal club italiano, definendo il termine “Inter” come puramente descrittivo e aggiungendo che la sua registrazione avrebbe provocato una generale confusione tra le numerose squadre esistenti che lo usano, come l’International de Porto Alegre in Brasile o l’Inter Turku in Finlandia.

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L’INTER MIAMI DOVRA’ CAMBIARE NOME? Proprio quest’ultimo punto è stato respinto dall’organismo amministrativo americano: secondo quanto stabilito dal Patent and Trademark Office, non si possono avanzare richieste di protezione del marchio per conto di altri club. Dopo questa prima decisione, l’Inter Miami ha esercitato il suo diritto di modificare le proprie argomentazioni, andando ad eliminare la questione legata alla c.d. confusione,  stimolando una mozione di rigetto alla nuova richiesta inoltrata dal club italiano.

ESITO DELLA CONTROVERSIA Per conoscere l’esito della disputa bisognerà aspettare la risposta definitiva dell’Ufficio Marchi e Brevetti degli Stati Uniti del 4 maggio 2020. Visto anche l’imminente avvio del campionato di calcio americano, le due società potrebbero trovare un accordo extragiudiziale prima della Sentenza attesa dal TTAB – Trademark Trial and Appeal Board: l’eventuale accordo di coesistenza tacita, dovrà necessariamente prevedere gli accorgimenti per distinguersi nel campo del branding e del marketing, ed evitare il concreto rischio di confusione.

Avv. Stefano FRANCHI

con la collaborazione del
Dott. Alessio PRIMAVERA

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