LE MISURE PER LO SPORT CONTENUTE NEL DECRETO RILANCIO

Tra le misure volte a fronteggiare i danni economici e sociali causati dall’epidemia di COVID-19, il D.L. 34/2020 cd. “Decreto Rilancio” prevede numerose disposizioni dedicate allo sport.

In particolare, il Capo IV del Titolo VIII detta specifiche regole in materia di impiantistica sportiva e contratti di abbonamento, istituisce il c.d. “Fondo salva sport” e prevede l’abbreviazione dei gradi e tempi della Giustizia Sportiva in relazione agli eventuali contenziosi che dovessero scaturire dalla sospensione dell’attività sportiva.

Altre disposizioni sono presenti nel Provvedimento: si pensi, ad esempio, al riconoscimento della cassa integrazione in deroga per gli sportivi professionisti con retribuzione annua lorda non superiore a 50.000 euro, nonché all’ulteriore rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali.

INDENNITÀ PER LAVORATORI SPORTIVI (ART. 98) Per i mesi di aprile e maggio 2020, è riconosciuta dalla società Sport e Salute S.p.A., un’indennità pari a 600 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le società e associazioni sportive dilettantistiche.

Detto emolumento non concorre alla formazione del reddito e non è riconosciuto ai percettori di altro reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza. Ai soggetti già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità di cui all’articolo 96 del D.L. 18 marzo del 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennità pari a 600 euro è erogata, senza necessità di ulteriore domanda, anche per i mesi di aprile e maggio 2020.

IMPIANTI SPORTIVI (ART. 216) Al fine di agevolare le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, che operano sul territorio nazionale, è previsto che la sospensione dei termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali, che nel periodo in considerazione sono rimasti inutilizzati per impossibilità oggettiva alla fruizione, sia prorogata fino al 30 giugno 2020. Sono stabilite inoltre proroghe per i rapporti di concessione relativi agli impianti sportivi (nonché riduzioni dei canoni) e sgravi per gli oneri delle bollette elettriche.

CONTRATTI DI ABBONAMENTO Sempre nell’art. 216 viene garantita la facoltà di richiedere il rimborso di contratti di abbonamento per l’accesso ai servizi offerti da palestre, piscine e impianti sportivi di ogni tipo, lasciando la possibilità al gestore di rilasciare un voucher di pari valore utilizzabile senza condizioni.

RILANCIO DEL SISTEMA SPORTIVO NAZIONALE (ART. 217) L’art. 217 del suddetto Decreto prevede che, fino al 31 dicembre 2021, una quota pari allo 0,5% del totale della raccolta delle scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia online, sia tramite canali tradizionali, venga destinata alla costituzione del c.d. “Fondo salva sport”, finalizzato al sostegno e alla ripresa del movimento sportivo nazionale. Il finanziamento del Fondo è determinato in misura comunque non inferiore a 40 milioni di euro per l’anno 2020, e 50 milioni di euro per l’anno 2021.

ANNULLAMENTO, PROSECUZIONE E CONCLUSIONE DELLE COMPETIZIONI (ART. 218) Il Governo, adottando misure del tutto eccezionali e temporanee, ha voluto prevenire un’eventuale paralisi del sistema processuale sportivo italiano dovuto alle numerose controversie che potrebbero scaturire dalle decisioni che le federazioni hanno adottato (o potrebbero adottare), tra la data di entrata in vigore del D.L. 33/2020 e il sessantesimo giorno successivo a quello in cui avrà termine lo stato di emergenza, in materia di annullamento, prosecuzione e conclusione delle competizioni e dei campionati, ivi compresa la definizione delle classifiche finali, per la stagione sportiva 2019/2020, nonché delle conseguenti misure organizzative per la successiva stagione.

In particolare, l’articolo 218 va a modificare l’attuale iter della giustizia sportiva: la competenza – che fino ad oggi era in capo ai vari gradi dei Tribunali Federali – è stata concentrata  in unico grado innanzi al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI, mediante ricorso da depositare entro 7 giorni dalla pubblicazione dell’atto, sul quale si deciderà entro 15 giorni dal deposito. La decisione potrà essere impugnata innanzi al TAR Lazio entro 15 giorni dalla sua pubblicazione.

IL FOCUS SULLA NOSTRA SERIE A La Bundesliga, in Germania, è tornata sul terreno di gioco e si prepara già a scendere di nuovo sui campi, seppur disputando i restanti match del torneo in stadi vuoti, con esultanze a debita distanza e mascherine per gli operatori della squadra.

Il nostro campionato, invece, è pronto a ripartire? Con un primo Comunicato Ufficiale, la FIGC, nonostante il C.T.S. avesse dato il via libera al nuovo protocollo per la ripresa degli allenamenti di squadra per le 20 società di Serie A, ha confermato lo stop per le attività calcistiche fino al 14 giugno, preso atto delle determinazioni assunte nel DPCM del 17 maggio recante “misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”.

Ad ogni buon conto, i campionati di Serie A, B e C, dovrebbero concludersi entro il 31 agosto: la riunione decisiva sarà quella del 28 maggio tra Gravina, Spadafora e Dal Pino, quando Governo e istituzioni calcistiche valuteranno anche l’andamento del contagio con l’obiettivo di riprendere e terminare i campionati.

Avv. Stefano FRANCHI

con la collaborazione del
Dott. Alessio PRIMAVERA

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